Dopo il Parto

Doppie pesate o pesate giornaliere del neonato: Parliamone.

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Come sempre partiamo dal ragionamento.
I nostri pasti quotidiani sono tutti abbondanti allo stesso modo?
Mangiamo tutti i giorni la stessa quantità di cibo?

Ovviamente NO!
Se facessimo tutti i giorni il pranzo della domenica, ovviamente in breve tempo ci appesantiremmo.
Se tutti i pasti fossero abbondanti come il pranzo, non esisterebbero spuntini, ed indovinate? Diventeremmo più cicciotte velocemente.

Allora visto che i nostri figli sono degli UMANI, proprio come noi, perchè dobbiamo usare mezzi inutili e anzi dannosi come le maledette bilance, ad ogni poppata o una volta al giorno?

Se partiamo dal presupposto che i bambini sono competenti e che esprimono i loro bisogni, allora possiamo facilmente capire quanto in realtà la bilancia sia un surrogato che non aiuta la mamma a comprendere meglio il bambino.
Mi spiego: da quando mi sono avvicinata al mio lavoro ho notato una cosa, ovvero che se un bambino fisiologico ha ancora fame, lo manifesta in diversi modi, per esempio con il pianto! Caspita questo è un segnale bello e buono che ci può aiutare nel comprendere se è sazio o meno.
Questo non significa che ogni volta che un bambino emette un suono automaticamente ha fame, ci sono moltissimi altri bisogni che una mamma piano piano impara a conoscere: bisogno di essere cambiato, bisogno di essere cullato, bisogno di sentire qualcuno vicino a se, fastidio per il volume del televisore o della musica e così via.

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Gli studi più efficaci indicano come in realtà sia utile una pesata settimanale del bambino sino al primo mese di vita e successivamente una sola volta al mese.
Ah altra cosa! Se allattate al seno la curva di crescita specifica per il vostro piccolo è quella per i bambini allattati al seno: altre curve, spesso molto usate, sono scorrette perchè prendono in esame una popolazione di bambini allattati artificialmente, che crescono in modo differente (potete cercare la curva di crescita OMS per gli allattati al seno).

Oltre al pianto e alla bilancia esistono altri modi per capire se un piccolo prende sufficiente latte?
Certamente. Un indicatore importante del benessere dei nostri cuccioli è la loro idratazione, che si misura con il numero di pannolini che sporca in una giornata. Un bambino ben idratato minimo minimo usa 6-7 pannolini al giorno. Ribadisco non che facciano la cacca 6 volte al giorno, ma tra cacca e pipì.

Personalmente quando vado da una mamma per una consulenza sull’allattamento al seno non mi preoccupo del peso. Osservo il bambino, il suo comportamento, le sue mucose. Osservo la mamma, l’allattamento, il suo stato d’animo. Mi fido delle sue sensazioni. Mi informo sulla loro giornata tipo (con tanto di routine cambio pannolino), ma non faccio terrorismo chiedendo di pesare il bambino prima e dopo la poppata che osservo.

Ho conosciuto molte mamme angosciate dalla bilancia,  perchè condizionate e terrorizzate da quanto detto da professionisti sanitari o amici/parenti.
Ho visto mamme con allattamenti splendidi credere di non avere sufficiente latte perchè in una o due poppate il piccolo aveva preso meno latte di quanto prescritto dall’ostetrica o dal pediatra.

Non si può valutare l’allattamento dal peso del bambino. E’ una generalizzazione senza senso: è come dire che tutte le ragazze magre non mangiano e tutte quelle grasse sono esagerate nell’alimentarsi.
Il concetto della salute del bambino non può essere ridotto ad un numero: bisogna vedere come è il suo ritmo di crescita (ci sono bimbi che crescono un pochino di meno di altri proprio per loro costituzione fisica, come noi adulti: ci sono donne minute e donne più formose). E’ importante considerare il suo comportamento, il suo essere attivo, quanto dorme, come interagisce con la mamma, come è l’allattamento.
Sono un numero enorme di fattori che contribuiscono a influenzare lo stato di salute.
Quindi mamme fidatevi del vostro istinto, osservate ed ascoltate i vostri bambini: tutto quello che dovete sapere è già a vostra portata di mano.

Ostetrica Stefania

Dopo il Parto · Gravidanza · Salute al Femminile

Un pensiero a chi come ME…

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Oggi è una giornata di sole fuori…ma dentro?!

Il mio pensiero va alla situazione mia e delle mie colleghe libere professioniste, che come me si trovano tutti i giorni a rischiare di affogare.

Affogare per cosa?

Affogare per l’INPS che ci costa un salasso (più di 800 euro a trimestre).

Affogare per pagare le tasse e tutte le spese di gestione della nostra professione (commercialista, benzina, manutenzione auto ecc).

Affogare per pagare le sale che ci ospitano il cui costo è, nella maggior parte dei casi, esageratamente alto.

Affogare per trovare nuove partecipanti ai corsi.

Affogare perchè le persone annullano all’ultimo, oppure partecipano ad una parte di corso, senza pagare.

Affogare perchè ci sono colleghe, che illegalmente ed in nero, fanno il nostro stesso lavoro a prezzi esageratamente bassi.

Affogare perchè ci sono ospedaliere o del consultorio che oltre al loro stipendio fisso illegalmente fanno le libere professioniste agganciando le donne durante le loro ore lavorative.

Affogare perchè abbiamo una formazione continua da sostenere, il cui costo è parecchio alto.

Affogare perchè una manicure dall’estetista viene preferita alla nostra assistenza.

Affogare perchè ci sono altre classi di lavoratori che fanno il nostro, senza avere la medesima professionalità o competenza e ovviamente a costi minori.

Affogare perchè tra colleghe non c’è comunicazione e sostegno, ma solo pretese e recriminazioni.

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Dopo il Parto · Gravidanza · Salute al Femminile

Quando le Parole Distruggono…

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“Ci penso io, tu non hai esperienza”

“Non sei capace, fai fare a me”

“Cosa vuoi capire tu, lascia fare a me”

“Si ma devi spingere con un pò di forza… Cosa credi di fare così?”

“Non spingi bene. Dobbiamo fare il Cesareo”

“Hai fatto l’epidurale? E’ troppo comodo così!”

“Adesso facciamo un taglietto, così nasce in fretta questo bimbo!”

“Il tuo seno è piccolo, non hai latte”

“Il bambino piange, lo fai soffrire… Dai l’artificiale!”

“Riprendi a lavorare presto? Povero tuo figlio…”

“Non lo allatti? Essi che lo fanno tutte…”

“Il tuo latte è acqua!”

“Lo allatti ancora? Non vedi che ti diventa viziato?”

Le parole sono armi. Utilizzate in modo indebito possono “uccidere” la fiducia di una madre nelle proprie capacità.
Prima di sputare sentenze facciamo un passo indietro e consideriamo il quadro generale.
Consideriamo l’amore che quella donna prova nei confronti del suo piccolo.
Guardiamo le sue occhiaie, la sua preoccupazione, la sua fragilità e la sua potenza.
E poi parliamo… Sicuramente diremo qualcosa di più sensato.

Questo ragionamento è per le amiche, per le sorelle, per le madri e le suocere.
Mi spiace dirlo, ma questo ragionamento è rivolto soprattutto agli operatori sanitari, ostetriche in prima fila, che troppo spesso non curano la loro comunicazione.

In ogni donna c’è una bambina che ha bisogno di ascolto e comprensione, non maltrattiamola, non facciamola sentire sola e sbagliata.

Basta Poco.
Lo dico con tutto il cuore: fa male sentire raccontare queste storie di violenza verbale.

Ostetrica Stefania

Dopo il Parto · Salute al Femminile

Ginnastica per il Pavimento Pelvico. No, grazie!

Nudo Femminile, Egon Schiele
Nudo Femminile, Egon Schiele

Dopo settimane di inattività eccomi con una nuova provocazione.

Eh si, perchè, secondo me, la ginnastica del pavimento pelvico serve, eccome!
Invece chiacchierando con signore, ragazze o neo mamme, nella maggior parte dei casi, sembra quasi che questo tipo di ginnastica sia riservata solo a chi ha problematiche importanti:”Mica ho il prolasso io!”, e non come cura del proprio corpo.

C’è ancora il tabù del prendersi cura del proprio intimo.
Anche se abbiamo fisici snelli e tonici, non andiamo forse in palestra a fare corsi per mantenere la tonificazione? Stessa cosa sarebbe da fare per il poco noto, ma importantissimo pavimento pelvico.
Il pavimento pelvico è composto da tre strati MUSCOLARI che hanno la necessità di essere tonificati e utilizzati (correttamente)  proprio come i glutei.

Causa disinformazione, passata in prima istanza dai sanitari e dalla mancanza di un programma decente di educazione sessuale, arriviamo a 20-30 anni e oltre, senza minimamente sapere nulla riguardo alla nostra sfera genitale.
E non scherzo quando dico che la disinformazione raggiunge livelli estremi: si arriva addirittura a non sapere da dove si fa la pipì (quale dei tre buchi che una donna ha, viene utilizzato per urinare?). Sembrerà un’estremizzazione, ma garantisco che mi è capitato ci fossero dubbi a riguardo, in un corso di accompagnamento alla nascita.

E questo non è per colpevolizzare le donne che non conoscono l’apparato femminile, ci mancherebbe: si fa ancora in tempo ad informarsi! L’obiettivo è farci riflettere su quanto poco conosciamo il nostro corpo, il suo funzionamento, le sensazioni che normalmente derivano e i segni che ci devono far pensare ad un suo mal-funzionamento.

Ad esempio poche ragazze sanno che perdere acqua dalla vagina, dopo un’immersione nella vasca da bagno oppure dopo aver nuotato in piscina, è segno di una mancanza di tonicità del pavimento pelvico.
Poche donne sanno che rumori di aria dalla vagina durante l’esercizio fisico o durante i rapporti sessuali sono indicativi di una maggior fragilità della nostra muscolatura intima.
La difficoltà a trattenere gas e feci oppure la presenza di stipsi ricorrente e di emorroidi, anche prima della gravidanza e del parto, sono indicative della necessità di fare esercizi per rinforzare il pavimento pelvico.
Anche l’insoddisfazione sessuale può essere sintomo di una problematica perineale: perchè non prendersene cura, anche per il nostro piacere!

Il perineo femminile è una zona ad alta tensione emotiva, per questo è molto complesso riuscire a parlarne e ad ammettere di avere la necessità di prendersene cura. Simbolicamente i nostri organi interni, intestino e utero ad esempio, rappresentano l’Acqua che , proprio come questo elemento, hanno la necessità di essere contenuti (ne va del nostro benessere!), tramite il nostro pavimento pelvico, che rappresenta la Terra, le nostre radici.
Radici che devono essere solide.

Dobbiamo considerare che la salute della donna, la sua vita sociale e la sua vita affettiva sono grandemente condizionate dal benessere del pavimento pelvico, che nella nostra società (sedentaria, frettolosa ed in sovrappeso) non viene curato adeguatamente.
Noi donne mostriamo meno dell’uomo l’attaccamento alla nostra sfera genitale, tuttavia intimamente lo sentiamo.
Allora perchè non vedere gli incontri di ginnastica del pavimento pelvico come un momento per volerci bene, per curarci e sentirci meglio. Condotti nel rispetto delle donne e delle loro esperienze personali, possono creare uno splendido momento di condivisione e rilassamento!
Donne di tutte le età informatevi se nella vostra zona un’ostetrica tiene dei corsi sul pavimento pelvico, fidatevi, ne vale la pena!

Ed infine citando la splendida Ina May Gaskin dico “There is no other organ quite like the uterus. If men had such an organ they would brag about it. So should we” .
Lo traduco estendendone il significato (da utero ad apparato genitale femminile), perchè credo che dovrebbe essere la normalità: “Non esiste nulla come l’apparato genitale femminile. Se gli uomini avessero un apparato così se ne vanterebbero. Così dovremmo fare noi!”.

Ostetrica Stefania

Cure Naturali · Dopo il Parto · Gravidanza · Salute al Femminile

Reboziamoci!

La scorsa settimana ho frequentato un Workshop per imparare l’utilizzo del Rebozo.

Il Rebozo è una fascia lunga messicana, molto simile alle fasce lunghe rigide per portare i piccoli.  E’ una bellissima striscia di tessuto colorato, molto a spesso rigato che viene utilizzata per molteplici scopi, il più “famoso” è il massaggio.
Le dimensioni del rebozo sono di 2 metri e mezzo, circa, e 70 cm di larghezza, queste dimensioni sono l’ideale a livello di comodità nell’utilizzo e nella pratica del massaggio.

Questa fascia viene usata molto dalle ostetriche messicane nell’accompagnare le donne, sia in gravidanza, che durante il parto che in puerperio. Molto spesso viene proposto alla gestante un massaggio direttamente dopo la visita fatta dall’ostetrica per aiutarla a rilassare e a scaricarsi dello stress della vita quotidiana.

E’ possibile ricevere dei massaggi specifici per la correzione di alcune problematiche in gravidanza ed travaglio, ma questa è una pratica che possono proporre solo le ostetriche, quindi fate attenzione a chi vi affidate.

Esiste poi questo bellissimo massaggio, che io definirei quasi un rito, che è quello di chiusura. Deriva da una tradizione messicana e viene offerto alle mamme dopo il parto, generalmente nel primo mese dopo la nascita del piccolo. Consiste nello stringere e massaggiare tutto il corpo della neo mamma per permetterle rilassamento e per farla riposare.
Pur non essendo una neo mamma ho ricevuto questo massaggio ed è stato veramente rilassante: mi sono sentita coccolata  e contenuta, ho sperimentato un grandissimo senso di abbandono e sono entrata maggiormente in contatto con me stessa.

Esiste anche un massaggio dalla testa ai piedi che  si può ricevere in ogni periodo della vita e che può essere donato sia a donne che a uomini. Anche con questo, attraverso l’uso della fascia e del movimento, è possibile ricevere un bellissimo senso di rilassamento. Questa tipologia è molto indicata, a mio parere, a chiunque viva periodi di particolare stress e abbia bisogno di ritagliarsi del tempo da dedicare alla cura del proprio corpo e della propria mente.

Mammine della Brianza e non solo, se siete interessate a ricevere un massaggio con questa tecnica contattatemi! Io vi aspetto!

Ostetrica Stefania

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Dopo il Parto · Gravidanza

Enjoying the small things

Ieri sera ho conosciuto una nuova coppia: abbiamo iniziato un piccolo corso su travaglio, parto ed allattamento a domicilio.
Una serata molto piacevole, trascorsa a chiacchierare,a toccare la pancia della mammina,a sentire le nostre ossa e a conoscere un pò meglio come funziona il proprio corpo.

Questo futuro papà ha per la prima volta sperimentato il massaggio al pancione.
“Come faccio?” mi chiede.
Io gli ho sorriso, gli ho messo qualche goccia di olio di mandorle sulle mani, mani grandi, mani da papà e gliele ho appoggiate sul pancione. Da li è iniziato uno splendido momento di relax, per lui, per la sua compagna e per la piccolina, che è stata un pochino in ascolto e che poi ha iniziato a partecipare anche lei, con calcetti e movimenti i risposta al massaggio del papà.

Quando sto per andarmene si scusano per essersi dilungati troppo: sono le 23.10 minuti. Ovviamente per me non c’è problema, è il mio lavoro! Stare a casa delle coppie, la sera, la mattina, la domenica non è un peso. Avviene tutto col sorriso sulle labbra e un pò di leggerezza nel cuore.

Si dice che durante l’Università il carattere di una persona si formi. Devo ringraziare il destino che mi ha portata a diventare Ostetrica: l’iscrizione a quella facoltà era un caso, la scelta di proseguire e metterci tutta me stessa è stata naturale.
Da impaziente, quando lavoro divento paziente, sorridente e disposta all’ascolto. Probabilmente chi mi ha conosciuta a 18 anni non mi riconoscerebbe vedendomi lavorare, proprio perchè vedere ogni giorno la Vita mi ha cambiata.

Una docente universitaria una volta ci ha detto che noi non siamo Ostetriche, noi Facciamo le Ostetriche. Cara docente, spero tu stia leggendo le mie parole, perchè come allora ribadisco io sono un’Ostetrica! Non riesco a spegnere e ad accedere l’interruttore da ostetrica a ragazza degli anni 2000 a comando. Quando sono a casa, quando esco, quando vado a fare shopping vedo tutto con gli stessi occhi.
Amo ogni bambino che zampetta qua e la ai giardinetti, mi si illuminano gli occhi al vedere un pancione, cerco di fare informazione riguardo alle malattie sessualmente trasmesse alle cene tra amici… Cara docente, sarà patologico, ma per me è così (credo lo sia per la maggior parte delle mie colleghe: quando ci troviamo in gruppo si parla solo di corsi, nascite, consulenze, vagine, seni, capezzoli,  uteri e compagnia bella; il tutto ad alta voce ovviamente).

Immagine tratta da Spiritual Midwifery

Devo ringraziare questo lavoro se sono felice vedendo un uomo e una donna in attesa della nascita del loro “miracolo”.
Devo ringraziare questo lavoro se quando vedo una notte stellata mi fermo e rimango a guardare il cielo, col naso puntato all’insù.
Devo ringraziare questo lavoro se a volte mi perdo durante le visite, assieme alla mamma, a osservare il suo piccolo che dorme.
Devo ringraziare questo lavoro se ho imparato ad attendere in silenzio. Attendere per cosa? Per una risposta, per una azione, per una nascita.
Devo ringraziare questo lavoro se non ho più paura di conoscere il mio corpo, i suoi cicli, il suo perfetto oscillare e mutare.
Devo ringraziare questo lavoro per la possibilità di passare delle intere giornate con i bambini: giocando e divertendomi con loro.
Devo ringraziare questo lavoro per farmi conoscere ed entrare nella vita di tantissime persone diverse.

Devo ringraziare questo lavoro per avermi insegnato ad apprezzare le piccole cose.

Ostetrica Stefania

Dopo il Parto · Gravidanza

Storia di una Nascita

Era Venerdì, di primo pomeriggio.
Ricevo una telefonata “Credo che sia arrivato il momento, ho contrazioni sono forti ma non credo siano quelle giuste. Puoi venire a casa così mi metto nella vasca da bagno?”.

Faccio una doccia veloce, ripassando mentalmente tutto quello che posso fare per aiutare questa mamma a dare alla luce la sua bambina. Mi metto in macchina felice ed entusiasta per la nuova vita che sto per accogliere.

Arrivo a casa, vedo la futura mamma, sembra un pochino stanca, ma sorride. Sembra già raggiante. Subito le tocco la pancia, sento come è messa la piccola, che si muove tutta agitata. Ascolto il suo cuoricino: allora non avevo il cercabattiti elettrico, ma solamente lo stetoscopio di Pinard, con questo strumento, un pò ancestrale, sento che la piccola sta benissimo.

Stetoscopio di Pinard

Andiamo nella vasca da bagno, il brucia essenze sparge un profumo di lavanda. Le persiane sono semichiuse, c’è pace, silenzio e concentrazione. Fino alla contrazione: arriva, il suo viso cambia, si tocca la pancia e respira più velocemente.
Poi passa. Intanto chiacchieriamo, del più e del meno. Arriva la contrazione ci fermiamo, passa ricominciamo a chiacchierare.

Siamo ancora nella fase dei prodromi: il corpo della mamma e la bambina stessa si stanno preparando. Siamo nella fase dell’attesa. Chiedo se vuole chiamare suo marito, per avere ancora più conforto. Preferisce aspettare che torni a casa da lavoro “C’è tempo”, dice.

Il tempo passa le contrazioni incalzano, sempre di più. Lei sorride e chiacchiera di meno: è più concentrata. Esce dalla vasca dopo parecchio tempo, stava troppo bene li. Stiamo nel salotto per quello che sembra pochissimo tempo, fino a che torna il marito.

Prepariamo le cose dell’ospedale: oramai ci siamo, tra poco o molto tempo dovremo andare. Si muove molto lentamente intervallando gesti a pause, per le contrazioni.
Siamo in salotto di nuovo, lei vuole rimanere in ginocchio appoggiata con il busto al divano. Le massaggio la zona lombare, dopo poco il marito vuole fare qualcosa: lascio a lui il compito di aiutarla con dei massaggi, io preparo qualcosa da mangiare per tutti.

Il cuoricino della bimba va sempre bene, lo ascolto io e lo faccio sentire anche al papà, che quasi non vuole questa possibilità. Troppe emozioni.
Sbocconcelliamo qualcosa, noi con maggiore appetito, lei invece molto meno volentieri: le contrazioni incalzano, siamo quasi in travaglio.

Più volte mi chiede di visitarla, ma io le dico che possiamo ancora aspettare: il suo corpo comunica. Passa mezz’ora: dopo le sue richieste decido di assecondarla, la visito. Cervice appianata, dilatazione 2 – 3 cm. Ci siamo, secondo i canoni ostetrici “classici” è in travaglio.

Stiamo ancora un pò a casa, lei sta così bene sul tappeto del suo salotto. Sente l’esigenza di alzarsi, abbraccia suo marito e arriva un altra contrazione. Stanno li così abbracciati a dondolare, sembra quasi una danza.
Si vede che il dolore è cambiato: è intenso e non lascia spazio a parole o a gesti. La concentrazione di tutti è su quello.
Una pausa, subito un’altra contrazione e così via. Sono regolari.

Andiamo in ospedale. Durante il tragitto penso a come la Natura sia splendida: questa donna ha atteso il ritorno del suo compagno per iniziare a travagliare.
In ospedale fanno subito la visita, fidandosi di me per quanto riguarda la valutazione delle contrazioni. L’ostetrica in turno sostiene che questa donna non è in travaglio, le sembra troppo tranquilla. Lo specializzando fa un’altra visita, secondo lui è in travaglio. Entrambi sono d’accordo con la mia visita: dilatazione di 3 cm.
Contrazioni intense subito dopo scesa dal lettino, si rompe il sacco amniotico e iniziano dei conati di vomito.

Ora concordiamo tutti: è travaglio! Andiamo in una delle sale parto, dove arriva una delle ostetriche che mi hanno insegnato di più durante l’università. La rispetto immensamente.
Lei mi lascia carta bianca, quindi lascio fare alla donna.
Dopo un quarto d’ora sembra evidente che le contrazioni sono fin troppo vicine. Per rallentarle un pochino e dare tempo alla piccola di abituarsi al travaglio utilizziamo la vasca.

Dopo qualche minuto di acqua e massaggi la donna mi guarda con aria birichina:”Hai messo dell’anestetico sulla mia schiena”.
“No è l’effetto dell’acqua”
“Impossibile”
Arriva un’altra contrazione che non lascia più possibilità di parlare della schiena.

E’ passata un’ora e quindici minuti dall’arrivo in ospedale. Ogni tanto dice di non sapere se ce la farà a sopportare ancora, ma resiste. Respira forte e muove i fianchi, lui la tiene per una mano, per la prima volta mi sembra spaventato.

“Sento spingere”
“Lascia fare alla bambina, prova a sentire cosa ti dice di fare”
Arriva un’altra contrazione: “Spinge, lei spinge!”

Anche senza la visita io e l’altra ostetrica siamo d’accordo: molto probabilmente la dilatazione è completa. Aspettiamo qualche minuto ed intanto ascoltiamo il cuore della bambina. Ci sembra che ci sia qualche decelerazione.

L’altra ostetrica decide fare uscire donna dalla vasca, così da poter mettere il tracciato per sentire il cuoricino in continuo (putroppo in quella sala parto non c’era lo strumento resistente all’acqua).
Ad ogni contrazione la donna spinge e la testina affiora dai genitali. Essendo un primo parto, giustamente, la bambina ci mette un pochino di tempo a fare spazio per nascere.

Passa qualche contrazione, poi finalmente arriva LA contrazione: la mamma spinge con tutta la sua forza. E’ nata la testina della bambina, senza episiotomia. L’ostetrica assiste la nascita della bambina, che nasce vigorosa, tonica e vivace.

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Dipinto di AmandaGreavette

Subito la mamma la stringe tra le braccia, il papà piange, io cerco di non commuovermi, ma è difficile. Sono così fiera di questa coppia: della loro forza, della loro costanza, della loro fiducia e del loro amore.
Sono fiera anche della ranocchietta che è appena nata: strilla un pò e fa dei versetti tipo maialino. Dopo poco si tranquillizza, è stata tosta anche lei, come la sua mamma.

Queste storie di nascita sono una realtà: lasciamoci guidare dall’istinto, fidiamoci di più di noi stesse e di chi ci sta vicino. Il nostro corpo ci aiuta, lasciamolo fare.

Ostetrica Stefania

PS: alle colleghe dico che questo racconto è stato scritto per le donne, quindi non utilizzo la terminologia specifica di proposito, non perchè non la conosco 😉 .

 

Dopo il Parto

Sfatiamo un Mito: l’Allattamento al Seno è una Moda

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Pablo Picasso – Maternità

Alcune delle mamme che seguo mi hanno detto che sono state “attaccate” in alcuni gruppi su Facebook perchè sostenitrici dell’allattamento esclusivo.
Una delle motivazioni che le altre mamme sostenevano era che l’allattamento al seno è una moda. Sinceramente mi viene un pochino da sorridere perchè ci sono migliaia di risposte che in pochi secondi confutano questa tesi, secondo me veramente assurda.

Se l’allattamento al seno è una moda allora anche gli agnellini, i vitellini ed i micini appena nati seguono i trend setter.
E sentiamo la cosa più assurda: quasi quotidianamente assumiamo latte vaccino, o in forma liquida per colazioni ed affini oppure elaborato come formaggio, yogurt, gelato ecc. Ognuno di questi prodotti è realmente pubblicizzato via tv, giornali e anche via internet, quindi mi viene da dire: il loro consumo non è influenzato dai media e per questo soggetto a moda? Adesso c’è la moda del latte vaccino senza lattosio, oppure dei formaggi senza colesterolo e con il calcio… Ma che cavolo?!
Non ci accorgiamo della stupidità di questi alimenti? Perchè dovrei alimentarmi con una cibo che viene modificato togliendo o aggiungendo una certa sostanza, quando ci sono delle validissime alternative che giovano anche alla salute?

Ad esempio tutti quei prodotti che servono a diminuire il colesterolo, lo dico sinceramente… secondo me sono stupidate: se io bevo uno di quei famosi yogurt al giorno e continuo comunque a pranzo e a cena a mangiare schifezze, avrò comunque il colesterolo alto. Non esistono scorciatoie! Se vogliamo fare bene alla nostra salute dobbiamo iniziare ad alimentarci in modo corretto e bilanciato: non per questo dobbiamo diventare dei “talebani” del cibo, ma sicuramente bastano pochi accorgimenti per sentire la differenza per il nostro corpo.

Considerando ciò che la pubblicità ci consiglia, le mamme italiane dovrebbero scegliere il latte artificiale, magari speciale e antiallergico (sorriso anche qui, considerando che è fatto con gli elementi più allergizzanti per un neonato; soia e latte vaccino), ovviamente maggiore il costo del latte maggiore sarebbe la sicurezza del dato alimento (sorriso anche qui).

Rimando ancora alla nostra intelligentissima Natura: sapete che il latte delle foche e delle balene ha circa 5000 kcal per litro? Sapete che il latte vaccino è tremendamente ricco di caseina?
Perchè sono latti specie specifici: foche e balene hanno bisogno di un latte con più calorie per sopravvivere al freddo oceanico, i vitellini,  invece, necessitano di caseina perchè da maggior senso di sazietà, così da permettere alla mucca di spostarsi per brucare cibo.
Si, lo so che pochissimi allevamenti moderni permettono alle mucche di muoversi, pascolare e avere delle vite dignitose, ma la Natura  e l’Evoluzione della specie non potevano prevedere che l’uomo avrebbe ingabbiato tutti gli animali di allevamento per intensivizzare le attività produttive.

E il latte umano? Lo stupendo latte materno è meno ricco di proteine rispetto a quello vaccino (la caseina è una proteina), perchè il neonato non è in grado di digerirlo. Il latte materno è meno ricco di grassi rispetto a quello vaccino…

Aspetta aspetta! Come meno grasso? Questo vuol dire che non si da sufficientemente nutrimento ai poveri neonati? Stupide Ostetriche Estremiste! (ancora sorrisetto)

Il neonato  non è un vitello e su questo non ci sono dubbi. Il vitellino ha bisogno di proteine, lipidi, fosforo e calcio in enormi quantità per permettere al loro scheletro di rinforzarsi cosicchè lui cammini in sicurezza.
I nostri cuccioli invece nascono neurologicamente immaturi, questo non li rende poco intelligenti, ma al contrario richiede un investimento di forze e energie per potenziare ancora di più la loro crescita dal punto di vista cerebrale, motorio e psicosomatico (pensate alle competenze acquisite da un bambino nel primo anno di vita).  Il latte materno quindi ha anche questa stupenda funzione: da tempo al corpo del bambino, non mettendolo all’ingrasso, ma facendolo crescere il giusto, di modo che lo sviluppo della sua fisicità sia adeguato a quello delle sue competenze.

Farò diversi post in cui parlerò dell’allattamento al seno, questa è solo una piccola introduzione: è il mio “basta”.
Basta considerare le mamme che allattano come “fortunate”… allattare è terribilmente difficile, ci sono alti e bassi, è impegnativo, stancante, ma da una soddisfazione, che non è descrivibile.
Basta considerare le mamme che allattano come “estremiste”…. allattare è la normalità, la Natura lo mostra ogni giorno.
Basta considerare le mamme che allattano come “diseducative”… allattare non è un vizio: è la soddisfazione dei bisogni del neonato, che non sono solamente quelli fisici (essere sazio, pulito ed al caldo), ma soprattutto quelli emotivi.

Il giudizio negativo fa soffrire le persone e contribuisce a far emergere tutti i dubbi e le insicurezze che ogni mamma ha riguardo a se stessa e alle proprie capacità. Sorridete di più e ascoltate. Informatevi e siate curiose. Siate tolleranti e pazienti: c’è così tanto odio nella nostra società, non è necessario un ulteriore contributo.
Il resto verrà da se.

Le ostetriche non sono nemiche. Se nel vostro cammino avete incontrato delle “cattive” ostetriche, che vi hanno fatto sentire incomprese e giudicate, perdonatele. Anzi, se riuscite, perdonate la nostra categoria, dateci un’altra opportunità: siamo in molte ad essere volonterose e con buone intenzioni. Un’aiuto e un ascolto, anche solo quando si hanno dei dubbi può fare la differenza.

Con tutto il cuore…

Ostetrica Stefania

Dopo il Parto

Sfatiamo un mito: i Vaccini!

Molte volte le mamme mi chiedono ” Stefy tu cosa ne pensi dei vaccini? Secondo te sono da fare?”.
Queste domande sono un pò scomode per me come ostetrica, non che io non abbia una mia idea personale, ma in quanto ad opinione soggettiva, non credo sia giusto che la porti nel mio lavoro.

Sicuramente sostengo che la decisione debba essere presa in modo consapevole e condiviso sia dalla mamma che dal papà.
Probabilmente se io avessi un compagno che è dell’opinione opposta alla mia, mi troverei molto in difficoltà ad impormi su una decisione che potenzialmente potrebbe provocare conseguenze sulla salute di mio figlio.
Mia opinione è che la decisione debba essere discussa attivamente nel nucleo famigliare, raggiungendo ad una decisione condivisa da entrambi i partner.

Il mito che voglio sfatare oggi non è sull’utilità o sull’inutilità dei vaccini, perchè si aprirebbe un dibattito infinito che non credo sia giusto innescare (specialmente considerando la mia premessa iniziale).
Quello che voglio portare alla vostra attenzione è la consapevolezza, che spesso manca, quando si vaccina il proprio piccolo.

Talvolta, purtroppo, le mamme non vengono informate a riguardo e, pur trovandosi a firmare un consenso per l’esecuzione della profilassi,  nemmeno sanno per quali malattie stanno vaccinando il loro piccolo.
Partendo dal presupposto che il consenso deve essere sempre informato, capiamo quanto sia sbagliato questo modo comune di agire. Dovremmo conoscere quali sono le modalità, i rischi, le conseguenze di ogni cosa che riguarda la nostra salute e quella dei nostri piccoli.

Iniziamo dal dire qualcosa riguardo al Calendario Vaccinale: nel primo anno si vaccinano i bambini nel terzo, nel quinto e nell’undicesimo mese di vita. Questo è il Calendario Vaccinale, che potete trovare anche sul sito del Ministero della Sanità.

vaccinazioni neonatali

Legenda (le sigle in grassetto sono di vaccini somministrati nel primo anno di vita):

DTPa: vaccinazione antidifterico-tetanico-pertossica
IPV: vaccino antipoliomielitico iniettabile – inattivato
HBV: vaccino antiepatite B
Hib: vaccino contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b
MPR: vaccino antimorbillo-parotite-rosolia
PCV: vaccino pneumococcico coniugato eptavalente
Men C: vaccino meningococcico C coniugato
Tdap: vaccino difto-tetanico-pertossico acellulare per adulti

I vaccini obbligatori per legge sono solo 4: AntiPoliomielite, Anti epatite b, Antitetanica e Anti Difterite, mentre i vaccini raccomandati sono: Pertosse, Haemophilius di tipo b.

Già il fatto che l’esavalente contenga 6 vaccini e non solo i 4 obbligatori dovrebbe farci riflettere: non è vero che è obbligatorio vaccinare i nostri bambini per tutte queste malattie!

Giusto per mettere qualche pulce nell’orecchio ai più pigri (non per convincerli dell’inutilità dei vaccini, ma per portarli a condividere la necessità di informarsi),  vi riporto un passaggio che leggevo qualche giorno fa sul sito del Coriv sulla vaccinazione antipneumoccocco.

“La vaccinazione con il vaccino eptavalente coniugato pare abbia una efficacia protettiva verso l’infezione pneumococcica infantile molto scarsa: si pensa che sia del 30%, ma secondo alcuni Autori in bambini sotto i 2 anni di vita pare che sia anche meno del 30%. Ovviamente queste percentuali di copertura si riferiscono alla effectiveness del vaccino, perché c’è una marcata differenza tra efficacia teorica (cioè laboratoristica, che in inglese viene definita come efficacy) di una vaccinazione e che corrisponde alla valutazione dell’aumento del titolo anticorpale fino al range considerato teoricamente protettivo e l’efficacia reale (in inglese definita come effectiveness) che si riscontra nella pratica clinica e che corrisponde alla misurazione della reale riduzione dei casi di patologia verso cui è stato usato un vaccino. L’efficacia teorica del vaccino eptavalente coniugato che si usa nei bambini sotto i 2 anni di vita, invece, sembra avere una efficacia teorica (efficacy) del 93-97% contro i sierotipi contenuti nel vaccino.
Il nostro Ministero della Salute raccomanda questa vaccinazione nei soggetti considerati ad alto rischio di avere malattie gravi da Pneumococco, perché affetti da: anemia falciforme, talassemia, asplenia funzionale e anatomica (cioè insufficiente funzionalità o reale mancanza della milza), broncopneumopatie croniche, immunodepressione, cardiopatie croniche, insufficienza renale, diabete mellito, epatopatie croniche, perdita di liquido cerebrospinale.”

Considerando che non voglio dare una mia opinione riguardo ai vaccini, cerco di fornirvi il maggior numero di possibili fonti (sia pro che contro i vaccini), per approfondire la questione e farvi una idea vostra!

Ecco alcuni libri da leggere:

  • Bambini super-vaccinati, Eugenio Serravalle,  Il leone verde
  • Le Vaccinazioni Pediatriche, Roberto Gava, Salus Infirmorum
  • Le Vaccinazioni di MassaRoberto Gava, Salus Infirmorum
  • En Defesa de la Vacunas, Carlos Gonzalez ( questo è l’unico libro che ho trovato pro vaccini, a quanto ne so io, esiste solo in lingua spagnola: se ne trovate qualcun altro in italiano mi fareste il piacere di segnalarlo qui sotto? Grazie)

Che dirvi ancora, se non BUONA LETTURA: vivere consapevolmente ed informati è bello! Non accontentatevi di frasi come “è sempre stato così” o del “così fanno tutti”, siate curiosi e ascoltate sia i pro che i contro. Infine prendete la decisione che è meglio per voi.

Nessuno deve spingere verso una direzione oppure giudicare riguardo un argomento così importante, non è opportuno e nemmeno molto intelligente, a mio parere. Ciascuno deve fare la propria scelta e tutto il contorno, parenti, amici, pediatri e ostetriche, deve rispettare la decisione di mamma e papà.

Vi auguro uno splendido Capodanno e un 2014 pieno di felicità …

Ostetrica Stefania

Cucina · Dopo il Parto

Cous Cous di Inverno.

Ricettina per un piatto completo e vegetariano (molto gustoso) che anche i vostri piccoli adoreranno. L’ha mangiato anche la mia nipotina divorandolo letteralmente, impiastricciandosi tutta e gustando anche le verdure invernali.
Chi di voi mi conosce sa che sono letteralmente fissata riguardo il consumo di alimenti il più possibile stagionali: acquistando frutta e verdura al supermercato spesso non si ha l’idea di quello che non è coltivabile in un determinato periodo.
Ad esempio la zucchina non è vero che cresce tutto l’anno, eppure è presente in ogni periodo nelle pappe consigliate dai pediatri di base!
Per evitare sorprese gradevoli, come ad esempio frutta e verdura insapori o esageratamente “protetta” con diserbanti chimici, potremmo riscoprire l’acquisto da piccoli contadini che sicuramente coltivano alimenti di stagione, oppure se abbiamo il tempo e lo spazio potremmo cimentarci nella coltivazione di un piccolo orto…vedrete che soddisfazioni!

La verdura invernale molto spesso è considerata come sgradevole perchè molto saporita, come ad esempio verza e cavolfiore; eppure se è tipica di una determinata stagione è proprio perchè gli elementi nutritivi che contiene sono quelli che servono per affrontare il freddo e i malanni stagionali.
Quindi facciamo il pienone di verze, cavolfiori, carciofi, mandarini, arance e limoni quando è il periodo… vedrete che la nostra salute ne trarrà giovamento!

2013-12-26 12.06.41

Ingredienti per 4 persone:

  • 250 g di Cous Cous integrale,
  • 250 g di Brodo Vegetale fatto in casa (o se non l’avete pronto va bene la medesima quantità di acqua),
  • 2 Patate,
  • 1/3 di Verza,
  • 1 Cavolfiore,
  • 1 Porro,
  • 1/2 Cipolla,
  • 300 g di Zucca,
  • 2 cucchiai di passata di pomodoro (opzionale),
  • 200 g di Ceci cotti,
  • 1 cucchiaio di Curcuma,
  • olio e.v.o. q.b.
  • Sale q.b.

 

 

Portare a bollore il brodo vegetale o l’acqua. Mettere il Cous Cous in una terrina, iniziare a sgranarlo con due cucchiai di olio extravergine d’oliva. Versare poi l’acqua o il brodo e sgranatelo.
Alcuni tipi di Cous Cous potrebbero richiedere una piccola aggiunta di acqua, perchè ne assorbono di più: provate a vedere come vi sembra altrimenti aggiungetene un pochino.
Infine lasciatelo riposare coprendo la terrina con un coperchio (generalmente nel giro di cinque minuti raddoppia le dimensioni perchè assorbe tutta la parte acquosa).

Lavare le verdure e tagliarle a cubetti o a pezzettini piccoli (cavolfiore e verza).
Preparare in una casseruola dai bordi alti il porro e la cipolla con un pochino di olio e aggiungere tutte le verdure (esclusi i ceci), non facciamo il soffritto che potrebbe appesantire troppo le verdure. Dopo un paio di minuti aggiungere il cucchiaio di curcuma. Cuocere a fuoco moderato per una trentina di minuti e negli ultimi dieci minuti aggiungere la passata ed i ceci , che essendo già cotti devono solo insaporirsi  (assaggiare il gusto delle verdure, se sembrano insipide aggiungere del sale… non troppo mi raccomando!!).

Una volta cotte le verdure aggiungere nella terrina il cous cous e fare insaporire per qualche minuto. Servire Caldo!

BUON APPETITO!

Ostetrica Stefania